SYLVESTER STALLONE

Hessel una volta scrisse: “Creare è resistere, resistere è creare”. Una frase che sembra essere scritta proprio per Sylvester Stallone, uno dei grandi attori degli anni 70 che ancora oggi, nonostante gli acciacchi dell’età, riesce ancora a sorprenderci con i suoi cult di azione.

Come per molti, però, l’inizio non fu tutto rose e fiori : l’attore ha dovuto lottare molto per arrivare dove è ora, a cominciare dalla sua infanzia. Anche se non si direbbe, infatti, Stallone soffrì di rachitismo, che curò gettandosi nel mondo sportivo. Oltre allo sport, però, incominciò a sviluppare un altra passione :  quella della recitazione, finendo per partecipare a piccole rappresentazioni off-Brodway.

La vita dello spettacolo però è dura e aspra, e, oltre al lavoro, al povero attore scarseggiavano anche le risorse economiche, il che lo fece finire per un breve periodo come senzatetto.

Nel 1976 però arrivò la svolta, partecipando al ruolo che nel giro di pochi mesi lo renderà uno degli attori più famosi di tutti i tempi, ossia quello di Rocky Balboa. Con questo diede il via ad una lunga saga che lo rese perfino uno dei simboli della lotta al comunismo durante la guerra fredda, grazie al leggendario scontro con Ivan Drago in Rocky 4, oltre che per l’interpretazione di Rambo.

Stallone continuerà a recitare anche negli anni 2000, portando avanti i personaggi di Rambo e Rocky, ma lanciando anche una nuove saghe, come “i mercenari”, assistito da altri grandi attori di film action della sua epoca come Chuck Norris, e finendo anche sulle pellicole di supereroi come il recente “the Suicide Squad”.

Il ruolo però per cui sarà sempre ricordato è quello di Rocky, che negli ultimi anni è stato riportato in auge grazie alla saga di Creed, che mette anche fine ad un personaggio tanto leggendario : l’attore ha annunciato che non parteciperà al terzo capitolo della saga in uscita il prossimo anno, lasciando così il testimone alle nuove generazioni che verranno.

 

Articolo di Alessio Ciancola, 1 novembre 2021