Space Jam: il sequel nostalgico dei millenial

Il primo film della duologia di Space Jam è un pilastro della generazione dei giovani ragazzi della fine del Millennio. Il primo capitolo uscito nel 1997, è diventato iconico nell’immaginario cinematografico pop e, ancora oggi, ha un foltissimo seguito di irriducibili. Con Space Jam: New Legacy, la Warner Bros intende ricreare un simile scenario. Il film, realizzato con la medesima tecnica mista del primo, ne segue anche la stessa trama. La pellicola si focalizza su LeBron James, noto campione di pallacanestro, che sogna per il figlio Duncan un futuro nel mondo del basket. I due si ritrovano nella sede della Warner Bros, dove viene proposta a LeBron una collaborazione con la società Al-G Rhythmo, un’entità computerizzata che controlla i mondi e gli universi della Warner, nel cosiddetto “Server-Verso”. LeBron rifiuta l’offerta, mentre Duncan si mostra interessato e ciò crea un diverbio tra padre e figlio. Quando entrambi vengono risucchiati nel Server-Verso si trovano faccia a faccia con Al-G Rhytmo intenzionata a vendicarsi del rifiuto ricevuto dal giocatore. L’entità separa padre e figlio e lancia una sfida a LeBron: deve giocare a pallacanestro per poter salvare se stesso e suo figlio o rimarranno intrappolati nel Server-Verso. Si viene a creare così un’alleanza tra il giocatore e la già cara al pubblico squadra dei Looney Tunes. Il film mantiene gli elementi caratterizzanti del primo, confezionando un valido remake più che un sequel, nel quale spicca, in aggiunta, un tema interessante: quello della tecnologia. Questa, assai diversa ed evoluta rispetto alla fine degli anni ‘90, viene trattata con modernità e completezza. Un dato rimane evidente, la sceneggiatura non eccessivamente brillante, manca nel creare lo stupore e meraviglia del film originale, risultando ad ogni modo adatta e avvincente per un film dedicato ad un pubblico di piccoli. In conclusione, Space Jam: New Legacy era un film “indispensabile”? Probabilmente no, ma rimane comunque un nostalgico e ben riuscito tuffo nel passato.

Articolo di Francesca Di Pasquo, 11/10/2021