Sex education: il 2º cavallo di battaglia di Netflix

 

Sex Education è attualmente uno dei prodotti più in voga sulla piattaforma di streaming Netflix e, in soli tre anni, è riuscito a guadagnarsi l’entusiasmo e la partecipazione di una discreta fetta di pubblico.

La trama, piuttosto lineare, ha per protagonista Otis Milburn, adolescente britannico figlio di una terapista sessuale, Jean. La vita di Otis, da sempre estremamente invasa dal lavoro della madre, prende una piega inaspettata quando, nei bagni del proprio liceo, si ritrova a parlare con Adam, il bullo della scuola. Otis particolarmente sensibile ai problemi di natura sessuale che Adam gli racconta, cerca di aiutarlo, riuscendoci. Presto, tantissimi altri ragazzi cercheranno un aiuto da Otis che, grazie al suo migliore amico Eric e l’affascinante Maeve, da’ il via ad una vera e propria attività clandestina, diventando così il “terapista sessuale” del liceo Moordale.

La serie tv si concentra principalmente su quelle problematiche legate alla sessualità tipiche delle prime esperienze degli adolescenti sdoganandole e privandosi di qualsiasi tabù, creando nel complesso una prima stagione veramente eccezionale. Il punto forte, infatti, di Sex Education è la sceneggiatura, in grado di destreggiarsi bene tra il comico e il drammatico, senza quasi nessuno scivolone di incongruenza o banalità. Parte del successo della serie è dovuto inoltre anche all’estetica, fortemente ispirata alla moda del Regno Unito della fine degli anni ’80, in grado sia di catturare un pubblico notevolmente giovane, sia di strizzare l’occhio ad un pubblico principalmente composto da giovani adulti e adulti. Da notare inoltre, l’ottima caratterizzazione dei personaggi, specialmente del nucleo centrale composto da Otis, Maeve, Eric le loro linee narrative, ma anche da una credibile caratterizzazione dei personaggi comprimari o ricorrenti come Adam, Aimee e Ruby.

Le prime due stagioni della serie sono state contraddistinte infatti da una coralità di storie intrecciantesi tra loro e da un congruo numero di tematiche trattate, aspetti che cambiano notevolmente nella terza stagione. Infatti, nell’ultima stagione si ha come l’impressione che vi sia un po’ troppa carne al fuoco, non solo per la ricchezza e il trattamento di certi temi, di cui alcuni risultano solo abbozzati, ma anche per il moltiplicarsi di storylines lasciate a metà o eccessivamente allungate che risultano quindi superflue ai fini della trama. In generale, tuttavia, Sex Education rimane un prodotto estremamente valido, con un comparto tecnico estremamente notevole dato il contenuto “leggero” dedicato a giovani adulti e di cui già si attende trepidanti la quarta stagione.

Articolo di Francesca DI Pasquo, 4 ottobre 2021