Paolo Rossi

 

Ad un italiano medio tre cose non si può toccare: la pizza, il vino e il calcio. E se questo 2020 è stato per molte persone un momento in cui cimentarsi in nuove prodezze culinarie, la cultura nostrana è stata purtroppo scossa dalla perdita di due colonne portanti: Paolo Rossi e Diego Maradona. 

Paolo Rossi è stato un calciatore e opinionista italiano, di ruolo attaccante. Con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982. Soprannominato Pablito dopo il suo exploit al campionato del mondo 1978 in Argentina, lo si ricorda principalmente per le sue prodezze e per i suoi gol alla successiva rassegna iridata di Spagna ’82, dove si aggiudicò il titolo di capocannoniere. Nello stesso anno vinse anche il Pallone d’oro, diventando il terzo italiano ad aggiudicarselo. Insieme a Baggio e Vieri detiene il record italiano di marcature nei mondiali a quota 9 gol, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro. 

Diego Armando Maradona

È fuor di dubbio tuttavia, che se nella totalità della penisola il nome di Paolo Rossi riportasse alla mente ricordi di un mondiale straordinario, quello di Diego Armando Maradona, porta con sé il rispetto e l’ammirazione di una tifoseria affezionatissima: quella napoletana. Soprannominato El Pibe de Oro  è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Tra le figure più controverse e iconiche della storia del calcio per la sua personalità eccentrica e polarizzante dentro e fuori dal campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una prima volta per uso di cocaina nel 1991 ed una seconda per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994, per uso di efedrina, sostanza illegale spesso utilizzata per perdere peso.

Due tipologie sicuramente agli antipodi nella gestione della propria carriera calcistica, eppure in grado entrambe di fare breccia nel cuore di numerosi tifosi e appassionati. A coloro che hanno non solo dato lustro al nostro paese, ma che hanno trascinato uomini e donne di tutte l’età in stadi trepidanti, non possiamo che fare loro un doveroso ringraziamento: grazie per ogni rete; per ogni azione, per ogni calcio d’angolo. Grazie per ogni grido, per ogni emozione, per ogni lacrima.  Grazie ragazzo d’oro, grazie Pablito.

Di Francesca Di Pasquo