PROMISES: un film sull'amore inespresso​

 

Alla festa del cinema, domenica 17 Ottobre è stato presentato un film che sembra avere qualcosa in più.  Qualcosa di poco tangibile, non rilevabile nei tecnicismi delle possibilità produttive, e difficile anche da restituire qui, su un articolo con le parole. Eppure, è proprio dalle parole che questo film ha inizio. Da un libro nello specifico, chiamato “Les Promesses” di Amanda Sthers che racconta la vita di un commerciante di libri, un esperto di volumi antichi alle prese con le scelte e gli eventi più significativi della sua vita; Ed è questo il primo dato rilevante capace di dare giustificazione alla patina letteraria e poetica di questo film.

L’autrice, con altre regie alle spalle, non soddisfatta della sola resa letteraria decide di cimentarsi personalmente nella resa audiovisiva dell’opera artistica. Nasce così Promises, una coproduzione italo francese che può contare su un grande cast composto da Jean Renò, Kelly Reilly e il sempre più affermato internazionalmente Pierfrancesco Favino. L’attore italiano interpreta un ruolo di grandissimo spessore, quello del protagonista Alexander, fatto di silenzi, riflessioni e fragilità emotive recitando in inglese come fosse la sua lingua natia.

Promises percorre la vita di un uomo tra L’infanzia romana e l’adulta Londra senza legarsi ad un filone narrativo classico, chiaro o cronologico, ma abbandonandosi agli emotivi moti dell’anima. A stupire è la rara sensibilità e dolcezza della pellicola che si confronta con emozioni forti restituendone perfettamente l’intensità.

L’esistenza di Alexander, o Sandro – come il nonno Jean Renò lo chiama ricordando l’italiana origine da difendere – viene frammentariamente illuminata nel tempo per rievocare dolori, delusioni, primi amori e scelte. L’andamento diacronico del montaggio rispecchia perfettamente uno dei topoi cruciali della pellicola, quello del tempo. Si evidenzia la sua caducità, ci si interroga sull’effettiva possibilità che esso sia circolare e non unidirezionale, che si possa tornare indietro, riparare le cose e sostituire i rimorsi – cosa che Sandro, se potesse, farebbe subito. 

L’unica costante di questa vita sembrano essere i suoi due amici che, in quanto tali, fanno di tutto perché Sandro riesca ad essere felice. Ma come lui stesso dice, più che felice, Alexander si sente “senza speranza”; e trae conforto da questa condizione perché se non si spera in nulla non si può rimanere delusi

 

Oltre agli amici e ai parenti italiani, ci sono soprattutto le donne che Sandro ha amato o che non è riuscito ad amare, una in particolare. E così insieme al tempo, e alla poesia dei libri, c’è il centrale sentimento dell’amore, così complesso e improvviso da essere evanescente e per questo ingovernabile per Sandro.

Si tratta dell’amore provato per Laura, interpretata dall’affascinante Kelly Reilly, il cui incontro pare essere principale motore di cambiamenti e crisi per il protagonista. È un amore istantaneo; eppure, riconosciuto troppo tardi per tradire il legame matrimoniale di cui Sandro parla come di una promessa. E così mentre questo amore divora le esistenze di entrambi senza consumarsi, restano opportunità mancate, scelte prese passivamente, azioni incompiute e la malinconia di chi ha giocato male la partita della vita.

Se la morte rappresentasse una nuova occasione per rifare tutto, Sandro la accoglierebbe volentieri, ma questo non è dato saperlo. La sua unica certezza è quella di adempiere alle promesse che nella vita ha stretto come rifugi o come gabbie.

Come accennato il film racconta molti momenti della vita di Sandro che è qui inutile riportare. Ciò che è doveroso invece sottolineare è il flusso incessante di emozioni che vive il protagonista in differenti momenti della sua vita e che travolge lo spettatore con energia e trasporto. Un film così riuscito che difficilmente pare non essere nato in purezza come tale, ma prestato allo schermo da un libro. Tuttavia, è forse proprio la narratività letteraria a concedere momenti di leggera e altissima poesia, come nella scena finale di assoluta potenza.

Per concludere, ci si permette qui di dare una stima concreta di questi apprezzamenti volendo provocatoriamente immaginare che il film possa facilmente ricevere premi, sia alla Festa del Cinema di Roma dove è stato presentato prima della sua effettiva uscita prevista per il 18 Novembre, sia presso altri eventi cinematografici di maggiore entità. Difficilmente l’Academy Awards si lascerà scappare un film come questo tra le sue candidature. Forse al miglior film straniero o alla sceneggiatura non originale. E facilmente potrebbe arrivare per Pierfrancesco Favino la prima candidatura all’oscar di miglior attore.

 

Articolo di Giorgio Stefani, 20/10/21