Perché Squid Game è la serie TV più vista di sempre?

 

L’ideatore, Hwang Dong-hyuk, ha atteso circa 10 anni prima di poterla mettere in scena, in quanto i diversi produttori ai quali si rivolse, non hanno mai saputo coglierne il potenziale. Al contrario, Netflix ha visto l’opportunità e l’ha colta, ed è la prima volta nella storia del cinema che una serie TV raggiunge l’apice del successo in così poco tempo. Ma la domanda sorge spontanea;

Come ha fatto Squid Game ad essere la serie TV più vista di sempre, al di là del raggio di diffusione che ha Netflix?

Sappiamo che le persone sono sempre più attratte dal reale e dire che questa serie è un mix perfetto di realtà e finzione non è sbagliato. L’ideatore, infatti, l’ha scritta in un periodo buio della sua vita e si è identificato in ognuno dei personaggi che prendono parte al gioco. I fatti narrati sono puramente inventati, ma analizzando la storia in tutte le sue sfaccettature, sembra di vedere un reality show ad eliminazione diretta. Ogni scelta che Dong-hyuk ha preso nella sceneggiatura suscita determinate emozioni nello spettatore, come la medesima adrenalina che provano i personaggi durante le prove; giocare a giochi per bambini sapendo che se si sbaglia si muore, rende la visione angosciante ed adrenalinica con una continua tensione visiva. Inoltre, la paura della paura…ogni giocatore è costantemente in equilibrio tra la vita e la morte, e non sapere quale sia la prova successiva da superare trasla lo spettatore in uno stato di paura.

Ci sono tante altre emozioni che permettono allo spettatore di non staccarsi dallo schermo, ma al di là dei personaggi, dei giochi, delle ambientazioni geometriche, del perfetto uso della macchina da presa con un valzer tra teleobbiettivi e grandangoli, della colonna sonora ipnotica e delle musiche dallo stile kubrickiano, il fulcro di tutto è il montepremi. L’obiettivo di ogni giocatore è di finire tutti i giochi ottenendo il montepremi di 45,6 miliardi di won. Squid Game, dunque, ci dimostra come qualsiasi persona, spinta dall’istinto più primordiale, la sopravvivenza, è disposta a uccidere. Ma se la tua vita fosse come quella del protagonista, giocheresti?

 

Articolo di Leonardo Rosalba, 22/10/21