PER UN PUGNO DI DOLLARI: un film che rivoluzionò un genere

 

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto“. Frase iconica del primo grande film della famosa trilogia del dollaro, uscito in sala nel 1964, sarà un grande successo, non solo per gli incassi e perché segnerà il sodalizio tra il regista Sergio Leone ed il compositore Ennio Morricone, ma anche per il fatto che rivoluzionerà l’intero genere western, rendendolo molto più realista e polveroso, abbattendo la figura dell’eroe senza macchia e senza paura, e ambientandolo in solitari deserti e città fantasma degne dei quadri metafisici di De Chirico.

Il film però sarà anche al centro di una difficoltosa questione legale, infatti il film è il remake di una pellicola Giapponese “La sfida dei samurai”, l’unico problema è che mentre il remake italiano era in fase di produzione nessuno pagò i diritti d’autore e così, il plagiato regista, Kurosawa denunciò Sergio Leone. Per difendersi dalle accuse ed arrivare almeno ad un patteggiamento, gli avvocati di Leone si misero a cercare un’ opera antecedente a “Sfida dei samurai” da cui potevano dimostrare che Kurosawa aveva copiato a sua volta. In loro soccorso arrivò una celebre commedia teatrale di Carlo Goldoni “Arlecchino servitore di due padroni”. Così si arrivò ad un accordo Kurosawa avrebbe avuto i guadagni sul mercato asiatico e del 15% sul mercato mondiale.

Il film segnerà anche l’inizio della collaborazione di Leone con Clint Eastwood, collaborazione che non cominciò nel migliore dei modi, dato che il regista non lo reputava un grande attore, per lui era solo in grado di fare due espressioni (col cappello e senza cappello) ma anche perché tra i due c’era una difficoltà nella comunicazione, nessuno dei due parlava bene la lingua dell’altro. Così dopo tanti scontri (teatrali e legali), il film riuscirà ad arrivare in sala e sarà un grande successo, cavalcando verso un radioso sole del successo, riuscendo a riportare in voga un genere che sembrava ormai essere arrivato al tramonto.

 

Articolo di Alessio Ciancola, 3 novembre 2021