Muhammad Ali Clay: "The Greatest"

 

“Muhammad Ali”, documentario di circa 7 ore di Ken Burns, Sarah Burns e David McMahon, su quello che è riconosciuto come il più grande pugile di sempre, ha concluso l’ultimo weekend della Festa del Cinema di Roma. Il documentario, suddiviso in 4 capitoli (“Round 1: The Greatest”, “Round 2: What’s my name?”, “Round 3: The rivalry”, “Round 4: The spell remains”) non va solamente a ritrarre i successi e le sconfitte di Muhammad Ali, ma anche quelle convinzioni e quegli ideali che hanno reso Ali una figura iconica negli anni ‘70 e ‘80.

Ken Burns, assieme alla figlia Sarah e al genero David, sono partiti dalle origini del pugile; dal 1942 nella città di Louisville dove nacque Classius Clay. All’età di circa 11 anni si innamorò del pugilato e già nel 1960 vinse il primo oro olimpico. L’arroganza, l’egocentrismo e la sicurezza in se stesso, miscelati al suo stile unico e tecnicamente anormale, l’hanno reso il pugile più grande al mondo confermando quanto ha sempre detto fin dai primi incontri: “I’m the greatest”.

Clay sconfisse il campione Sonny Liston ottenendo all’età di 22 anni il titolo mondiale dei pesi massimi. Clay, l’amico Malcom X, assieme al cantante Sam Cooke e all’atleta Jim Brown, si riunirono, dopo l’incontro, per un “festeggiamento” privato che li avrebbe cambiati per sempre e dal quale è tratto il film “Quella notte a Miami…” del 2020 della regista Regina King.

Infatti, dopo essere divenuto il campione, cambiò radicalmente e si unì alla setta afroamericana “Nation of Islam” di Elijah Muhammad, cambiando legalmente il suo nome in Muhammad Ali e promuovendo il concetto di separatismo nero. Ma, per via della sua religione e della sua opposizione al conflitto, Ali si rifiutò di combattere in Vietnam e venne privato del titolo mondiale e messo sotto processo fino al 1971, anno in cui venne assolto.

Famosi sono i match “Ali contro Norton II” del 1973, nel quale riprese il titolo NABF, “Ali contro Foreman” del 1974, nel quale il titolo dei pesi massimi, e i 3 famosi match “Ali contro Frazier”. Il ritiro arriva nel 1981 a causa dell’età e del parkinson ancora non diagnosticato impegnandosi sempre più nella diffusione dell’Islam e nella ricerca della pace.

Articolo di Leonardo Rosalba, 25 ottobre 2021