Il Padrino: un vero accordo con la mafia​

Francis Ford Coppola aveva appena trentadue anni quando si vide affidare dalla Paramount il difficile compito di riportare sul grande schermo un successo editoriale come il romanzo di Mario Puzo “Il Padrino”. Un’autentica sfida per il regista, il quale dovette confrontarsi con l’imminente questione della mafia, che pertanto, non risparmiò neanche lo stesso set. Infatti, il primo giorno di riprese nel quartiere di Little Italy la produzione del film trovò il set depredato di tutte le attrezzature.

La Paramount Pictures aveva già ricevuto delle lettere durante la pre-produzione del film, che lo decretavano come anti-italiano e dunque non adatto ad un pubblico internazionale. Dopo una serie di trattative tra il produttore Albert S. Ruddy e il boss Colombo, furono apportate delle drastiche modifiche alla stessa sceneggiatura e la parola “mafia” dovette scomparire dal loro vocabolario. Da quel momento lettere e qualsiasi altra minaccia smise di compromettere il film. Fu così che alcuni membri di clan mafiosi, dell’associazione di Colombo, parteciparono alle riprese come comparse e, persino, come consiglieri del film. Ne è un esempio eclatante, la scena del fastoso matrimonio alla siciliana.

 

Articolo di Raffaella Stella, 19/10/21