DUNE: l'imperfetto lancio di una nuova saga

A distanza di quasi un anno dalla distribuzione del primo teaser trailer, Dune è finalmente giunto nelle sale cinematografiche italiane ed è già campione d’incassi al Box Office. Si presenta come un enorme prologo di quella che potrebbe essere una nuova grande saga cinematografica, in grado di rivaleggiare con Star Wars, di casa Disney.


Trama.
Paul Atreides (Timothée Chalamet), figlio del duca Leto Arteides (Oscar Isaac), viene tormentato durante le notti da visioni, ambientate sul pianeta Arrakis, e questo lo spinge a voler partire con il suo insegnante ed amico Duncan Idaho (Jason Momoa), che, però, si rifiuta di portarlo con sé.
In seguito all’accordo di gestione delle riserve di “spezia”, sale minerale di elevata importanza commerciale, tra Leto e l’imperatore di Arrakis, Paul riesce a partire insieme a suo padre, a sua madre, Lady Jessica (Rebecca Ferguson), e dai fidati consiglieri del duca, tra cui Gurney Halleck (Josh Brolin). Ciò che non sanno è che stanno per cadere in una trappola fatale, andando nel pianeta più pericoloso dell’universo, dimora dei vermi della sabbia. 

 

Dopo un fallimentare primo tentativo di David Lynch nel 1984 di trasporre il romanzo di Frank Herbert, ora è il momento di Denis Villenueve, che già con Blade Runner 2049 ha dimostrato di essere in grado di gestire mondi fantascientifici di grandi dimensioni.
La particolarità e difficoltà dell’universo di Dune è che questo vanta un vasto numero di personaggi da gestire e una storia lunga e corposa; questi elementi che hanno decretato il fallimento di Lynch, vista la difficoltà di essere sintetizzati in un unico film.
Villenueve invece non si è spaventato e non solo ha gestito discretamente i personaggi ma ne ha aggiunti altri, impacchettando ciò che rappresenta il prologo di quella che potrebbe essere una nuova grande saga di genere.
La regia fa il suo lavoro e la colonna sonora di Hans Zimmer rendono ogni sequenza uno spettacolo per gli occhi per le orecchie.
Per facilitare le esigenze di mercato, Dune vanta un cast stellare, composto da attori già affermati ed altri sulla strada per esserlo.
Ogni attore interpreta il suo personaggio in maniera impeccabile e Villenueve dimostra di saper gestire tutti perfettamente, senza renderne pesanti le presenze e senza peccare nelle loro caratterizzazioni.
La decisione di affrontare in maniera divina il percorso di crescita del protagonista spinge lo spettatore a non distogliere mai del tutto l’attenzione dalla sua crescita, complice anche un’ottima interpretazione della giovane prodigio Timothée Chalamet, spalleggiato dalla protettiva madre Lady Jessica, magistralmente interpretata da Rebecca Ferguson.
La fotografia diretta da Greig Fraser, che alterna i colori caldi del giorno con i colori più freddi della notte, rende l’esperienza visiva ancora più coinvolgente, aiutata dalla costante presenza della sabbia mossa dal vento.
Un’altra scelta da considerare vincente è la volontà di dividerei il romanzo in più pellicole, permettendo ad ogni arco di essere affrontato in maniera efficiente senza tralasciare nulla.
Questa strategia di dividere il romanzo in più film rende, però, questo primo capitolo, una pellicola che fa sentire fin dal principio la necessità di un sequel. L’impressione che si ha è quella di vedere un episodio pilota di una serie tv con una durata che supera le due ore e mezzo e dove la prima parte funge da presentazione dei personaggi e della trama, scorrendo lenta con lo spettatore che solo subire, con la speranza che qualcosa accada mentre osserva gli eventi che circondano il profetico cammino del protagonista. 


Denis Villenueve ci mostra un prodotto imperfetto, ma che funziona, ricco di colpi di scena, momenti drammatici e di alta tensione, commercialmente funzionale e con il potenziale di essere davvero una saga in grado di rendere giustizia al ciclo di romanzi da cui è nato Star Wars.

 

Articolo di Giuseppe Zitarelli, 20 settembre 2021