Dino Buzzati

 

Dino Buzzati, Il Kafka italiano

Sono passati centoquindici anni dalla nascita di Dino Buzzati, uno dei più famosi artisti italiani, celebre per essere considerato insieme a Italo Calvino uno dei più grandi scrittori fantastici del novecento.

Nato a San Pellegrino, località alle porte di Belluno, da una rispettabile famiglia di giuristi e medici, comincerà sin da bambino a sviluppare un amore per le arti figurative e per la musica, ma anche per la montagna, elemento che ricorrerà spesso nelle sue opere, rappresentato come un luogo incantato ricco di magie e misteri ed anche il luogo dove verranno sparse le sue ceneri, sulle sue amate dolomiti a Croda da Lago.

Questa sua passione per l’alpinismo la vediamo nella celebre fiaba, da lui scritta ed illustrata, “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, dov’è proprio dalle montagne che tutti gli eventi della storia nascono ed è dalle montagne che gli orsi protagonisti sono costretti a tornare, per fuggire da un mondo cittadino, che non gli appartiene perché troppo corrotto dagli uomini e che rischia di fargli dimenticare le proprie origini, ed è solo tra le rocce ed i boschi che possono ritrovare la calma e l’armonia primordiale.  

Per seguire le orme di famiglia, prenderà la laurea, nel 1928, in legge ma non era la magistratura il posto adatto a lui, e nello stesso anno entrerà come praticante nel giornale “Il corriere della sera”, dove con il tempo diventerà redattore e poi inviato.

Oltre a scrivere articoli per il giornale, si dedicherà ad altri tipi di scrittura dalla poesia, al teatro e anche i fumetti. Però sarà con la narrativa che verrà fuori il suo grande talento artistico.

Per via dei suoi toni a metà tra il reale ed il fantastico, verrà paragonato molto spesso a Kafka e alcune volte sarà anche accusato di plagiarlo, ma per chi ha avuto piacere di leggere alcune sue opere saprà che non è così.

I toni fantastici vengono utilizzati dalla penna di Buzzati per catapultarci, in mondi atemporali, dove lo spazio ed il tempo perdono quasi il loro significato, ed il bene e il male tornano ad essere due entità tangibili in una continua lotta, a suon di astuzie ed inganni, per l’animo umano.

I personaggi che camminano in questi luoghi sono inetti e sconfitti ma pronti ad avere un’occasione per riscattarsi, cercando di fuggire dalla monotonia del mondo di borghesi che gli circondano (paradigma dell’uomo contemporaneo) e l’unico modo per farlo è attraverso la ricerca del mistero, perché non tutto può essere spiegato dalla mera ragione. A far da ponte tra il mondo reale e quello metafisico, spesso vi è la Morte, una cupa signora pronta a ricordarci che ogni momento della nostra vita è importante e non deve essere sprecato alla ricerca di inutili ambizioni.

Questo argomento salta fuori in quella che viene considerata la sua opera più celebre, “Il deserto dei Tartari”, dove il protagonista, un ufficiale a capo di un forte militare, aspetta per anni il momento per riscattarsi e mostrare il suo valore, così da non finire omologato nella massa e sparire nei meandri del tempo, cercando allo stesso tempo di evitare di intraprendere il viaggio che prima o poi tutti noi siamo costretti ad intraprendere.

Altro argomento trattato da Buzzati sono i rapporti che si istaurano con le figure femminili, figure mistiche e difficili da capire, e dai cui l’uomo tenta quasi invano di fuggire, come vediamo nel romanzo “Un amore”, dove un alterego di Buzzati stesso, si trova perso in un mondo governato dalla merce e dal consumismo e con un vuoto esistenziale dovuto dalla paura della morte, vuoto che verrà sanato dall’unica cosa che non può essere comprata, l’Amore.

Queste tematiche che di prima vista possono sembrare forti e dense, in realtà vengono rese molto godibili dallo scrittore attraverso l’uso dell’ironia e della delicatezza, caratteristiche tipiche della sua profonda umanità. Riuscendo così a portarci temi che anche a distanza di anni sono ora più che mai attualissimi, dopo tutto siamo uomini ricchi di incertezze, che ogni giorno cercano di emergere dalla monotonia del mondo che ci circonda, sempre ad inseguire da qualcosa che ponga fine ai nostri dubbi, certezze che forse non troveremo mai, perché in fondo la vita è un problema da risolvere ma un mistero da vivere. 

 

Di Alessio Ciancola, 29/05/2021