DDL ZAN

Un disegno di legge ma molte discussioni.


Che cos’è questo famoso ddl Zan che è al centro di numerose discussioni in questi ultimi giorni?

Il ddl Zan è un disegno di legge, che prende il nome dal deputato, nonché suo primo firmatario, Alessandro Zan. Lo scopo di questo disegno di legge è quello di contrastare , attraverso la modifica degli articoli del codice penale, le discriminazioni e le violenze per l’orientamento sessuale, genere, l’identità di genere e le disabilità. Andando così ad ampliare la legge Mangino, articolo che affrontava le discriminazioni razziali, religiose ed etniche. Introducendo dieci articoli, il primo di questi è importante perché in esso vi si trovano una serie di importanti definizioni di termini come sesso (biologico o anagrafico), genere (qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse ad esso), orientamento sessuale (l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso o di entrambi i sessi), e identità di genere (l’identificazione percepita a manifestazione di se in relazione al genere, anche se non corrisponde al sesso, indipendentemente all’ aver concluso un percorso di transizione).

Nella parte finale del ddl viene anche pensata l’ideazione dell’istituzione della giornata nazionale contro le discriminazioni in base all’identità di genere, finalizzata non solo al rispetto ma anche all’inclusione. Le sanzioni per chi dovesse violare il decreto (se dovesse essere approvato), sono una reclusione di diciotto mesi o una multa fino a seimila euro. Prevista è anche il carcere dai sei mesi ai quattro anni, per chi dovesse istigare a commettere violenze o per chi partecipasse ad organizzazioni che incitano alla discriminazione, la pena però può avere la sospensione della pena, se il condannato si offre di lavorare per associazioni che tutelano le vittime dei reati di discriminazione.

Sono invece assenti, nel ddl, cose come l’introduzione nelle scuole della cosiddetta “ideologia gender”, o il fatto che un uomo abbia la possibilità di definirsi una donna senza un’ ufficiale certificazione Però questi argomenti anche se assenti vengono comunque citati nelle campagne di opposizione a questo disegno legge. Molte delle dispute che sono venute fuori sono rivolte contro il partito della Lega, che per molto tempo a rimandato la calendarizzazione, che nonostante l’approvazione da parte della Camera (lo scorso Novembre) il ddl è rimasto bloccato. In particolar modo al centro della vicenda vi è il presidente della commissione Andrea Ostellari, senatore del partito leghista.

Di grande impatto è stato anche l’intervento di alcune celebrità, in primis Fedez, che durante il concerto del primo Maggio è salito sul palco, attaccando alcuni membri della Lega riguardo proprio questo ddl. Questo discorso ha rischiato di essere sottoposto a censura, da parte della Rai ed il cantante ha dovuto lottare per poter pronunciare il discorso integralmente (pubblicando in seguito, online, la lite avvenuta telefonicamente con l’ emittente televisiva). Questo gesto ha subito portando tanti applausi e consensi ma ha alzato anche molte proteste nei suoi confronti. Chi l’ha visto come un ipocrita, lui ha denunciato il ddl e la Rai, ma non aveva nulla da perdere perciò è stato visto come privo di eroismo. Altri ancora l’hanno visto come un modo solo per ottenere più followers ed avere più popolarità.

Di recente dopo mesi di ostruzionismo, la situazione sembra essersi sbloccata questo scorso Aprile. Naturalmente le dispute non finiranno qui e sentiremo parlare ancora molto di questo decreto. Per il momento non ci resta che attendere e sperare che tutto vada per il giusto.

 

Di Alessio Ciancola, 01/06/2021