Sean Connery

Non ci sono dubbi che il 2020 sia stato un anno veramente brutto per la storia dell’uomo, non solo per la pandemia che ci ha separato dalle persone a noi care ma anche per la scomparsa di personaggi dello spettacolo, che anche se non conoscevamo di persona erano comunque accanto a noi in vari momenti della vita di tutti, pronti a far ridere, piangere e sognare.

Uno dei lutti forse più profondi è stato quello di Sean Connery, l’archetipo vivente del gentiluomo inglese che si è spento all’età di novant’anni. Nato ad Edimburgo, in Scozia, nel 1930, non fu subito un attore, ma si arruolò nella marina militare britannica, carriera che sarà costretto ad abbandonare per una grave ulcera. Dopo la carriera militare cominciò una serie di mestieri dal bagnino al lavapiatti, ma la sfortuna non era finita, oltre all’ulcera comincerà a manifestarsi anche una calvizie precoce. Verso i primi anni 50 lo vediamo affacciarsi nel mondo dello spettacolo, attraverso piccoli ruoli in film come “Il bandito dell’Epiro” (1957). Ma sarà negli anni 60 che Connery raggiunge la sua grande fama, interpretando il ruolo che lo consacrerà, ossia l’agente segreto James Bond, personaggio nato dalla penna dello scrittore inglese Ian Fleming, che interpreterà per ben sette pellicole. Il ruolo sotto certi aspetti non sarà mai tanto amato dall’attore, non solo perché con il passare delle pellicole aveva paura di rimanere bloccato nel personaggio, ma anche per il fatto che la produzione l’aveva costretto ad indossare un toupet per nascondere la sua calvizie. Per scappare alla paura di rimare bloccato nei panni della spia inglese, Connery si dedicò negli anni a moltissimi ruoli spaziando tra una vastità di generi. Celebri sono i personaggi di Jimmy Malone, l’incorruttibile poliziotto del film “Gli intoccabili” del 1987 di Brian de Palma, Guglielmo da Baskerville nel film “Il nome della rosa” tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, oppure l’impacciato padre del famoso esploratore Indiana Jones nel terzo capitolo della saga (l’ultima crociata del 1989) e molti altri. Lavorando fino ai primi anni del 2000, dove riceverà la proposta di interpretare i ruoli di Gandalf e Silente (personaggi delle famose saghe del “Signore degli anelli” ed “Harry Potter”), ruoli che rifiuterà.

Max Von Sydow

Durante l’epopea di 007 Connery avrà l’onore di conoscere un altro grande attore svedese, anche lui purtroppo scomparso quest’anno, Max von Sydow, che molti ricorderanno nel ruolo del cavaliere che aveva osato sfidare la Morte in una celebre partita di scacchi, nel film “Il settimo sigillo” del 1957 di Ingmar Bergam, con cui girerà insieme altre quattordici pellicole.  Nel 1973 lo si vede nel famosissimo film dell’orrore “L’esorcista” dove interpreterà Padre Merrin, l’anziano sacerdote che cercherà di liberare la piccola protagonista dalle grinfie di un’entità demoniaca. Nel 1983 come si è già accennato incontrerà Sean Connery sul set di “Mai dire mai”, remake del quarto film della filmografia della spia inglese (Thunderball: operazione tuono). Negli anni settanta prende parte anche ad alcune pellicole italiane come “Cadaveri eccellenti” del 1976 e nel “Deserto dei tartari” sempre dello stesso anno, film entrambi tratti da famosi romanzi, rispettivamente di Sciascia e Buzzati. Negli ultimi anni della sua vita, lo si nota per le sue brevi apparizioni del 2015 nel settimo film di Star Wars e nell’ affermata serie della HBO “Il trono di spade”, dove interpreterà la parte del Corvo con i tre occhi.

Ian Holm

Altro grande attore scomparso quest’anno è Ian Holm, anche lui di origine britanniche, cominciò la sua carriera nel mondo del teatro, carriera che lo porterà a vincere un Tony Award. Nel 1970 deciderà di lasciare il teatro decidendo di dedicarsi principalmente al cinema e alla televisione. Nel 1979 interpreterà uno dei suoi ruoli più importanti, quello dell’algido androide Ash, nel film cult di Ridley Scott “Alien”. Nel 1976 e nel 1981 è al fianco di Sean Connery, in “Robin e Marian” dove interpreterà un anziano re Giovanni, e nel primo film della trilogia dell’immaginazione di Terry Gilliam (membro del famoso gruppo comico inglese dei Monty Python). Il 1981 sarà sempre un anno importante per Holm, dato che sarà candidato agli Oscar, come miglior attore non protagonista, per il film “Momenti di gloria”. Anche se per molto tempo non solcherà più il palco teatrale, la sua passione non sparirà mai, continuando ad interpretare personaggi del mondo shakespeariano anche davanti la macchina da presa (Enrico V del 1989, Amleto del 1990). Il ruolo che lo renderà iconico però arriverà solo nei primi anni 2000, interpretando il personaggio di Bilbo Begins, nella trilogia del “Signore degli anelli”.

Ci sarebbe ancora molto da dire di queste grandi persone, ma non basterebbero neanche mille pagine per poter dire tutto. È opportuno dire che anche se ora non ci sono più e il mondo non potrà più godere di altre grandi interpretazioni, le emozioni che hanno trasmesso rimarranno per sempre.

Di Alessio Ciancola