Chadwick Boseman

“Sono più le cose che ci uniscono, che quelle che ci dividono. In tempo di crisi, i saggi fanno ponti e gli scocchi innalzano barriere.”

Queste sono le parole di uno dei discorsi più importanti del giovane principe T’Challa, protagonista della pellicola Black Panther e interpretato da Chadwick Boseman, scomparso poco più che 40enne lo scorso anno. Intraprendente e poliedrico, il capo del Wakanda, è stato capace di diventare un nome molto illustre non solo nell’universo del Marvel Cinematoc Universe, ma soprattutto dello star system americano. Noto anche per altri ruoli guest star in numerosi show televisivi, Boseman ha rappresentato la comunità nera americana come mai prima, portando nell’ottica mainstream supereroi ricchi di sfaccettature e culture le cui tradizioni non erano mai state caratterizzate degnamente.

Parlando di “black culture” non si può non fare riferimento ad un altro orgoglio non solo americano, ma anche italiano, Kobe Bryant scomparso in un tragico incidente in elicottero assieme alla figlia. considerato tra i migliori giocatori della storia dell’NBA, Bryant è cresciuto cestisticamente in Italia, dove ha imparato i fondamentali europei.

Kobe Bryant

Ha disputato la sua intera carriera nei LA Lakers e, nel 2014, si è aggiudicato un prestigioso premio Oscar nella categoria miglior cortometraggio d’animazione per “Dear Basketball”, che ha sceneggiato ispirandosi alla sua lettera d’addio al basket.

Due grandi uomini, due vite molto diverse: carriere, pubblico, passioni, eppure entrambi uniti non solo dal colore della propria pelle, ma dall’amore e dalla dedizione per il proprio lavoro.

Uno essendo a malapena diciottenne a giocare come professionista in una delle squadre di basket più prestigiose al mondo, l’altro diventando uno dei volti più celebri per la lotta contro il razzismo e l’inclusione culturale nell’industria cinematografica americana. Due facce di una stessa medaglia in cui duro lavoro e talento hanno contribuito alla creazione di due icone indiscusse della cultura popolare contemporanea.

A questi due artisti, seppur estremamente differenti, dobbiamo rendere un grazie sentito e universale per ciò che di così prezioso ci hanno lasciato: la consapevolezza che per quanto la vita possa essere ingiusta e breve, ognuno di noi possiede la capacità di avere un impatto nel mondo, modificandolo e rendendolo un luogo migliore. 

Di Francesca Di Pasquo